Musica colta o musica popolare? Di questo ci interroghiamo da oltre cinquant’anni oramai. Era il 1956, il giorno esatto è il 16 aprile quando Chuck Berry per la prima volta si esibiva cantando in pubblico Roll Over Beethoven… fatti da parte Beethoven… nel testo si parlava anche di Tchaikowsky e si trovano riferimenti ad altri brani dell’epoca come Blue Suede Shoes di Carl Perkins portato poi alla ribalta dal Re indiscusso: Elvis. Il concetto generale è proprio questo, la Nona di Ludovico ha un valore inestimabile in termini storici, armonici e di storiografia musicale in genere. Ma allora che dire di Abbey Road dei Beatles? O di Sticky Fingers dei Rolling Stones, o magari il lungo episodio di Ziggy Stardust narrato per anni da David Bowie? Ce la sentiamo di mettere a confronto Mussorgsky, con la sua opera dei quadri di una esposizione, fianco a fianco con The Wall dei Pink Floyd? Il paragone può sembrare azzardato però sono convinto che la maggior parte di noi conosce il testo di The Wall Parte II mentre ignora bellamente la melodia di Pictures at an exhibition. E allora chi ha ragione a questo punto?
Questo è sostanzialmente il motivo fondamentale per cui esiste Absolute Rock! Tre musicisti dell’area torinese che ripercorrono in lungo e in largo la storiografia rock dalle origini ai giorni nostri. Ricche sono le farciture fra un brano e l’altro, come per una elaborata ricetta in cucina tutte le dosi sono misurate, gli aneddoti, i riferimenti, le varie citazioni di brani all’interno di brani.


















